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La nostra casa si trova a Trieste, appollaiata su una delle colline che circondano questa bellissima città di mare. I gatti e i loro cuccioli vivono a nostro stretto contatto. Sono mici ben educati abituati alla vita in appartamento, sono molto affettuosi e amano la compagnia anche di altri animali, purché di buon carattere e con ottime intenzioni nello stringere un rapporto di amicizia. In primavera, quando fa bel tempo, e in estate amano crogiolarsi al sole sui davanzali e nelle terrazze, al sottofondo del ronzio di un bel numero di amiche che rappresentano un’altra grande passione familiare: le api.
Nel bosco di Monte Orsenigo vivono in alcuni alveari le nostre famiglie d’api. E’ un’oasi meravigliosa per loro, ricca di flora carsica e lontana da qualsiasi contaminazione.
L’osservazione del gatto è indubbiamente un’attività molto divertente, soprattutto quando si gioca con i cuccioli. Ma anche aprire un’arnia, togliere un telaino e “studiarlo” con attenzione significa scoprire un mondo incantevole. A parte la differenza fisica tra gatto e ape, che è evidente a tutti, anche la filosofia di vita appare molto diversa. Non ho mai visto un essere vivente tanto operoso quanto l’ape. Neanche l’uomo più stacanovista del mondo è pari ad un’infaticabile ape. L’ape vive per la salvaguardia della propria regina e dell’alveare, non conosce egoismo e ha un coraggio inversamente proporzionale alla sua costituzione fisica. Abbiamo davvero da imparare da questo essere meraviglioso e generoso.
Facciamo parte del Consorzio Apicoltori della Provincia di Trieste e nel 2007 abbiamo frequentato un corso di apicoltura interessantissimo e svolto con grande professionalità dal Consorzio Apicoltori della Provincia di Gorizia.
La raccolta del miele avviene due volte l’anno. Le nostre api sono specializzate in miele millefiori poiché nel bosco non vi è una preminenza arborea o erbacea, vi sono un’infinità di alberi e piante tipici del Carso. All’inizio dell’estate raccogliamo miele millefiori primaverile, a fine estate invece il miele è millefiori estivo; le varietà floreali sono diverse nei due periodi. I nostri mieli sono naturali al 100%, non contengono conservanti, non sono pastorizzati ma direttamente invasettati dopo il periodo di maturazione di un mese, mantenendo così tutti gli elementi naturali essenziali.
La vita dell’apicoltore è molto appagante. Si lavora all’aria aperta, in mezzo al bosco, tra il profumo del miele e del propoli. Quando torno a casa dopo un pomeriggio con le api, vedo la vita da un altro punto di vista e mi rendo conto quanto sia fantastica, perfetta e meravigliosa la natura.

La casa delle api.
L'apicoltura pratica ebbe inizio quando l'uomo decise di allevare le api dentro a dei contenitori per procurarsi con facilità il miele. Le tecniche apistiche si sono evolute con il tempo. Testimone di questa evoluzione è l’arnia. All’inizio essa era costituita da un solo contenitore e i favi erano fissi; successivamente le arnie avevano favi fissi ma erano costituite da due corpi, le calotte e i melari; infine le arnie e i telai divennero mobili. Sicuramente l’uomo primitivo ha utilizzato come arnia un tronco cavo, tagliato e poi chiuso alle due estremità. All’epoca di Carlo Magno era in voga l’arnia di paglia intrecciata mentre gli antichi romani e i greci usavano un’arnia fatta da tavole a forma di parallelepipedo con il fondo mobile. Le tecniche apistiche ebbero un notevole impulso con l’aggiunta del melario, dove le api potevano immagazzinare il miele e l’apicoltore era in grado di raccoglierlo senza distruggere il nido di covata. I greci furono i primi ad introdurre nell’arnia delle stecche di legno, i primi telaini. I telai all’inizio erano delle stesse dimensioni dell’arnia e le api li saldavano alle pareti con la propoli. Finalmente nel 1851 Langstroth scoprì “lo spazio d’ape” e migliorò l’arnia a favi mobili. In una sua successiva opera letteraria descrisse in modo dettagliato l’uso di questo tipo d’arnia. I telaini in questo caso erano appesi lasciando fra le varie superfici uno spazio di 9,5 millimetri, in modo tale che l’apicoltore riusciva ad estrarre i favi senza problemi. L’arnia poi poteva essere completata aggiungendo ulteriori corpi, per l’allevamento della covata o per l’immagazzinamento del miele. Questa è la nascita dell’arnia moderna che, con poche varianti, è giunta fino a noi.

Il prodotto principale delle mie api: il Miele Millefiori
Questo miele se prodotto nella prima parte della primavera è caratterizzato dall’aroma delicato di varie leguminose erbacee.
Descrizione sintetica del prodotto
Il miele millefiori prodotto nell’area carsica del Friuli Venezia Giulia deriva per lo più dal nettare di numerose piante erbacee presenti nel cotico dei prati polifiti naturali (es. Landa carsica), al quale si somma quello di alcune piante arbustive e arboree. Se prodotto nella prima parte della primavera è liquido, caratterizzato dall’aroma amarognolo della marasca (Prunus mahaleb). Se prodotto più tardi è caratterizzato principalmente dall’apporto del nettare di varie leguminose erbacee che conferiscono al miele un aroma delicato; in questo caso si mantiene liquido a lungo e assume un colore ambra più o meno scuro. Talora può presentarsi cristallizzato per la presenza di nettare di tiglio (Tilia spp.)
Dal punto di vista melissopalinologico questo miele presenta uno spettro pollinico tipico per la contemporanea presenza di polline appartenente ad elementi floristici continentali e mediterranei. Le forme polliniche caratterizzanti risultano Rhamnaceae (Paliurus, Rhamnus e Frangula), Castanea, Cotinus coggygria, Fraxinus ornus, Aesculus, Cruciferae, Coronilla/Hippocrepis, Asparagus acutifolius e, in minor misura, Parthenocissus, Lotus coniculatus, Prunus mahaleb, Filipendula, Ligustrum
Il miele millefiori del Carso viene confezionato per lo più in vasetti di vetro con tappo di latta a vite da 250, 500g e più raramente da 1000g.

Descrizione delle metodiche di lavorazione e di conservazione del prodotto
Le famiglie d’api vengono allevate in arnie razionali di legno. Per sfruttare le prime fioriture dei prati polifiti e delle boscaglie gli apicoltori mettono in atto una serie di tecniche (es. nutrizione stimolante, riunione di famiglie) per ottenere famiglie numerose ad inizio primavera.
Le fioriture utilizzate per l’ottenimento di miele millefiori del Carso si svolgono per lo più fra la prima decade di aprile e primi di luglio; successivamente le fioriture sono molto più scarse (per la forte siccità estiva), per cui il raccolto viene lasciato alle api per costituire le scorte invernali. Per ottenere questo prodotto non viene effettuato il nomadismo.
Dopo la fine delle fioriture principali, quando i favi sono stati opercolati, i melari vengono prelevati dagli alveari e trasportati nel laboratorio (sala di smelatura). Successivamente si procede alla disopercolatura dei favi e alla smelatura tramite centrifugazione. Il miele viene quindi filtrato, posto in maturatori di acciaio inox e lasciato a decantare per almeno due settimane. La schiume e le impurità che affiorano vengono eliminate.
Nel corso dell’anno pertanto, per ottenere questo prodotto si effettuano due o tre smelature in epoche diverse.
Elementi comprovanti che le metodiche sono state praticate in maniera omogenea e secondo le regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni
Il miele millefiori del Carso deve la sua tipicità al gusto, talora deciso, e al colore (beige più o meno scuro). Poichè il miele è poliflorale (deriva dal nettare di numerose piante), lo standard qualitativo non è costante nelle diverse aree ove viene prodotto, in quanto ciò dipende dalle caratteristiche vegetazionali delle diverse zone e dall’epoca di smelatura.
Il miele millefiori del Carso viene prodotto per lunga tradizione dagli apicoltori delle aree carsiche della regione Friuli Venezia Giulia, ivi costituendo da sempre uno dei principali prodotti dell’apicoltura.
Nel 1933 il prof. Francesco Blasi, in un suo manualetto di apicoltura (edito per conto della Cattedra Ambulante di Agricoltura per la provincia di Trieste), indica fra i mieli tipici del Carso il “Miele (millefiori) del Carso. Giallo ambrato, aromatico, molto apprezzato” (Blasi, 1933). Alcuni anni più tardi in una riedizione ampliata dello stesso manualetto si riferisce che “La flora, ricca di piante aromatiche dei pascoli carsici, offre alle api ottimo bottino, però ad intermittenza causa la siccità” (Blasi, 1948). (Tratto da Ersa)

Il Consorzio tra gli Apicoltori della Provincia di Trieste
Il Consorzio tra gli Apicoltori della Provincia di Trieste è la più piccola, ma oggi anche la “più giovanile”, organizzazione apistica italiana. Ad esso aderiscono la quasi totalità degli apicoltori della provincia: 100 operatori circa, quasi tutti part-time, per un carico complessivo di 1.000 arnie dislocate su tutto il territorio provinciale. Ciò è di estrema utilità per tutta l’agricoltura, in quanto l’opera di impollinazione che le api esercitano garantisce la fertilità delle piante, il che si traduce in una maggiore produzione di frutta ed anche di foraggio per la zootecnia. Per questo motivo l’ape rappresenta anche uno dei fattori fondamentali nella tutela del nostro territorio.
I nostri mieli, per le loro peculiari caratteristiche organolettiche ed anche per le capacità professionali degli addetti al settore, si sono così affermati in campo regionale e nazionale, ottenendo i primissimi posti nei concorsi di questo settore. I mieli di Marasca, Tiglio, i tipici Millefiori del Carso, ormai sono conosciuti oltre i confini regionali.
tratto da “I Mieli del Carso”
Millefiori primaverile della landa carsica
Prodotto nei prati e pascoli dell’altopiano dove la primavera provoca la fioritura contemporanea di numerosi fiori. E’ un miele molto apprezzato per le sue proprietà nutritive.
COLORE: variabile da ambra chiaro a ambra scuro.
AROMA: intenso fragrante, legato alla prevalenza delle essenze botaniche da cui deriva.
SAPORE: dolce, ricco, piacevole, particolarmente intenso.
CRISTALLIZZAZIONE: di media dimensione, interessa parzialmente la massa.

Disponibile pregiato miele millefiori del Carso, periodo di smelatura: fine primavera, anno 2009, in vasi da 500 gr.
040.0642255 - 328.8016928

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