Sono Nina di Myrddin Emrys, la più piccola della famiglia. Sono nata a Trieste  il 1° ottobre 2007 (segno zodiacale  Bilancia) da EC George Clooney e Lilo. Ora vivo con la mia mamma, che è anche la mia migliore amica, e la Foffi (un po’ rompiscatole!). Alessandra mi ha scelta perché le piacciono moltissimo il colore dei miei occhi e del mio mantello blu chiaro, soffice e lucido. Tra tutti i “due zampe” però preferisco Marco che mi fa tante coccole e trascorre ogni giorno un po’ del suo tempo per farmi giocare. E’ a lui che riservo le mie fusa migliori. Ogni tanto Marco mi prende in braccio e mi fa ballare. All’inizio avevo un po’ paura, ma ora mi piace!  

  Mi sento leggera, leggera come gli amici insetti che volano nel bosco qui vicino a casa: le api. Marco legge molti libri sulle api  perché  è un apicoltore. Ha imparato la tecnica dai suoi genitori e non ha paura, è coraggioso. Le api sono molto utili e vivono in ogni angolo della terra, tranne che nelle regioni polari (fa troppo freddo!).
 

Prima del XVI secolo vivevano solo nel vecchio mondo e colonizzarono il territorio prima ancora della comparsa dell’uomo. Le api allora costruivano i loro nidi all’interno degli alberi cavi o nelle fessure delle rocce. Gli uomini primitivi si nutrivano con quello che la natura offriva: cacciagione, bacche, frutta emiele. A Valenza, in Spagna,  in una grotta è stato scoperto un dipinto fatto nel Neolitico (9000 anni fa) in cui è raffigurato un nido d'api e un cacciatore di miele. Quando l’uomo da nomade divenne agricoltore, iniziò l’apicoltura ossia l’allevamento d'api sociali. Uno tra i popoli antichi che amava le api e le allevava fu il popolo egizio. Sul sarcofago di Mychirinos (2500 anni a.c.) sono raffigurate delle api in bassorilievo e sulla tomba di PA-BU-SA a Tebe  è dipinto un apicoltore che raccoglie il miele da un’arnia a forma di anfora, fatta in terracotta. Il miele sin dall’antichità ha avuto una grande importanza economica, simbolica e magica. Il primo dolcificante per l’uomo fu il miele.

 

E’ Aristotele uno dei primi studiosi ad osservare le api e a scrivere di loro. Aristotele fu uno dei primi a riconoscere il comportamento delle api bottinatrici che volano di fiore in fiore di una stessa specie prima di tornare all’alveare. Questo è il comportamento base dell’impollinazione incrociata. Tale comportamento favorisce la biodiversità. 

 

Con l’invenzione del microscopio, all’inizio del seicento, lo studio scientifico dell’ape cambia. Il medico Jan Swammerdam per esempio fu il primo a scoprire il sesso femminile della regina (produttrice di uova di tutta la colonia) e il sesso maschile dei fuchi. Non si accorse però che anche le operaie erano di sesso femminile, ma con le ovaie atrofizzate, e pensò che il loro sesso fosse neutro. Riuscì comunque a descrivere approfonditamente tutte le parti anatomiche delle api. Nel 1734 Rèaumur pubblicò “Memorie per servire alla storia degli insetti 1734-1742” dove scrisse sull’anatomia e il comportamento delle api. Infine nel XX secolo Karl Von Frish scoprì e interpretò la danza di orientamento che le api fanno sui favi. E’ incredibile come questi piccoli esseri abbiano affascinato e ancora appassionino l’uomo……un po’ come noi gatti certosini…..vero?

Nina

 

 

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